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Ecco come ho incontrato il mio amante virtuale

amante virtuale

Mi chiamo Barbara, ho 27 anni e faccio la cassiera. Non è il lavoro dei miei sogni, ma ho avuto un figlio a 23 anni e  ho dovuto interrompere gli studi di Beni Culturali… Insomma, alla fine ho trovato quel che ho trovato.

Pietro ora ha 4 anni, ma la vita con lui e mio marito Mauro non è semplicissima. Cioé, mi dà le sue soddisfazioni, ma la passione si é spenta ed io e Mauro praticamente non facciamo più l’amore.

Ne parlavo con Claudia, la mia miglior amica, e lei mi ha confessato di aver conosciuto il suo uomo online, dopo che erano stati amanti virtuali per molti mesi facendo anche sesso online. Strana storia ho pensato, proprio io che neanche sono su Facebook!

La curiosità è donna, e mi sono iscritta a un sito di chat giusto per giocare, insomma per vedere un pò come funziona, cosa succede… Cioè, in realtà sapevo che stavo cercando qualcosa, ma non l’avrei mai ammesso!

Insomma, non ho messo la mia foto ma uno scatto dove mi si vedeva da dietro, tipo di schiena e un pò di fondoschiena… Solo il primo giorno ho avuto 37 contatti! Non ero abituata a queste cose, mi sono limitata a leggere, la maggior parte erano porci o banali..

Uno però mi ha colpito. Un nickname originale, VentodAfrica, pelle mulatta e, a sorpresa, una grande capacità comunicativa.

La cosa mi faceva sorridere…perchè gli uomini di colore sono il mio sogno erotico da sempre, anche se non ho mai mai provato! Insomma, quella sera stessa, a letto, mi sentivo eccitatissima: il mio corpo fremeva in ogni centimetro, e per sfogarmi ho fatto l’amore con Mauro (un pò svogliato).

In realtà la mia mente andava oltre, sulle coste africane, anche se VentodAfrica è di Vercelli!

Nel giro di 4-5 email non so come (forse è bravo lui) stavamo già parlando di dimensioni: lui mi assicurava di superare gli standard africani, io morivo e sbavavo di curiosità…ma non avevo il coraggio di chiedere foto!

La foto però è arrivata: il mio bel mulatto, una sera, mi ha recapitato una mail con oggetto “sorpresa” e uno zip allegato. Ebbene quando l’ho aperto ho capito di avere di fronte qualcosa di spropositato!

Un gioco. Siamo sicuri che era ancora un gioco?

Lo scambio doveva essere pari, e per ricambiare ho scattato un belfie al mio culetto, che so molto gradito ai maschi.

Insomma, per 3 o 4 giorni le nostre mail erano ad altissima densità erotica, mi fotografavo come una ragazzina che ha appena scoperto il suo corpo, allagandomi letteralmente alla vista dei particolari del bel mulattone!

Finchè un martedì mattina, il mio turno libero, non mi arriva questo messaggio: “sono a Milano in zona Garibaldi. Vieni a prederti un caffé?”.

Oddio cosa faccio?

Ho pensato che andare non mi costava nulla, e poi Mauro era a casa e poteva badare a Pietro… è bastata una banale scusa (shopping con Claudia) per fiondarmi con la metro a Garibaldi.

E ho visto lui. Bello come il sole, altissimo, un modello.

Vi dico solo che, al ritorno a casa, avevo un paio di mutandine nuove. E un amante virtuale molto meno virtuale.

1 Comment

  1. Ibra ha detto:

    Ti aspetto a Bergamo

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