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Monica Racconta il suo tradimento

racconta tradimento

Mi chiamo Monica, ho 37 anni. Di mestiere faccio la cantante. No, non quel genere di cantante di successo che immaginate, sono la corista di un cantante piuttosto famoso anche se me ne sto nelle retrovie.

Da 9 anni sono sposata con Matteo, anche lui musicista ma non nella mia stessa band. La passione ci tiene molto uniti, ma anche abbastanza lontani perchè abbiamo tournee diverse e spesso non ci vediamo anche per 2 mesi consecutivi.

La vita sessuale? Alti e bassi. Un pò dipende da quanto stiamo assieme, quanto siamo stressati, quanto disponibili. Negli ultimi tempi il sesso si è ridotto quasi a zero, ma l’arrivo dell’estate non ha certo contribuito a placarmi!

Si, perchè sto vivendo negli ultimi tempi una profonda riscoperta di me: dopo gli anni di terapia ho imparato a sentirmi più donna, vivere consapevolmente la mia femminilità, ed ora ad esempio vesto molto più sexy e libera, ho voglia di giocare e sentirmi senza limiti.

I limiti, si.

Essere sposata ha tanti lati positivi, ma quando incontri gente nuova ogni giorno è facile anche flirtare con bei ragazzi, e sentirsi tentata.

Mai ero andata oltre qualche scambio di sorrisi, di battute. Finchè durante una serata a Iesolo non abbiamo diviso il palco con una focosa band reggae.

ho conosciuto Paul, il bassista, un affascinante mulatto anglo-jamaicano, 1 metro e 88 di pura sensualità. Vi dico che da subito ho sentito un certo magnetismo con lui, un’attrazione che penso fosse reciproca. Anche se, io immagino, il bel Paul fosse abituato alle attenzioni femminili e cambiasse non poche donne.

Avrete capito cosa stava per succedere.

Ma è successo gradualmente, forse grazie ai troppi cocktail della nottata…Insomma eravamo assieme, tutti i gruppi, ma dopo un paio d’ore nel locale io e Paul ci siamo ritrovati, entrambi brilli, sui divanetti, tra la musica assordante e troppa voglia di contatto fisico.

Non vi so dire cosa mi muoveva, sentivo il mio corpo andare da solo, avvinghiarsi al suo, come se non avessi più alcun tipo di inibizione… Ci siamo ritrovati a limonare come due ragazzini, ed io neppure preoccupata di esser vista (molti colleghi sono amici di mio marito). Insomma, era una specie di trance…Una trance meravigliosa, in quell’angolo appartato e divorato dalla musica…Eravamo talmente presi che ci siamo alzati cercando un posto più discreto. L’unico disponibile, il bagno, in quel momento sembrava il massimo del comfort per la furia che sentivamo in corpo!

Ma non me la sono sentita di lasciarmi andare totalmente… qualcosa mi bloccava, un briciolo di sobrietà… Ho solo lasciato scivolare la mia mano sui jeans di Paul, che si aprivano rivelando un sorprendente argomento…

Ecco cosa è successo. Ho lasciato fosse la mia bocca a parlare, con ben altre parole, per regalare a Paul la meritata liberazione.

E quando certe cose accadono, dopo ti senti svuotata, colpevole. Anche se, in quegli istanti, hai convissuto con il brivido, e con un’energia tremendamente vitale.

 

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